Anfetamine & Ecstasy

 

 

Quando si ha a che fare con le droghe sintetiche, in particolare quelle di nuova generazione, è facile perdersi e confondersi. Ciò è dovuto al fatto che normalmente pensiamo ad una droga come ad una sostanza chimica, con una nomenclatura ben precisa, e al limite con qualche nome da strada. Ora con le sostanze sintetiche questa regola non vale più , sotto la medesima denominazione possono trovarsi più sostanze, basti pensare che Ecstasy è un nome da strada che indica tutte le pastiglie e pasticche che vengono assunte in certi ambienti, e non soltanto per indicare la MDMA! Dietro a questo potrebbe nascondersi l'ignoranza dei consumatori e degli spacciatori, ma potrebbe anche nascondersi una strategia inconscia di marketing che sfrutterebbe una "reputazione di un prodotto" per introdurre una nuova sostanza sul mercato. Non riteniamo che sia stato un caso, alle nostre latitudini, che le Pillole Thay erano inizialmente chiamate Ecstasy Thay.
Sappiate quindi che se navigando incontrerete delle "incongruenze", non si tratta necessariamente di errori! Per esempio la sostanza che viene chiamata Ice alle nostre latitudini potrebbe benissimo non essere la medesima dell'Ice altrove!

 

Ecstasy

 

L'ecstasy, chiamato anche Adam, XTC,E, o metilendiossimetamina (MDMA) è una sostanza sintetica di cui l'abbreviazione chimica è MDMA (3,4-metilenediossi-N-metilanfetamina). Sebbene questa sostanza stimoli il sistema cardiovascolare e il termine anfetamina sia presente nella sua formula, l'ecstasy non fa parte della famiglia delle anfetamine. Siccome modifica leggermente le capacità sensoriali e lo stato di coscienza, lo si classificava fino a poco tempo fa, fra gli allucinogeni. In Svizzera dal 1983, il MDMA è classificato tra gli entattogeni. Questi ultimi modificano lo stato di coscienza, disinibiscono l'individuo a livello emozionale, valorizzano la coscienza di sé eliminando le barriere a livello comunicativo.

Laboratori clandestini

 

Essendo una sostanza illegale, priva quindi di quel controllo e di quelle garanzie che hanno di fatto tutti i medicamenti, sia i produttori clandestini, sia gli spacciatori sia i consumatori non hanno nessuna conoscenza dei contenuti esatti di queste droghe. Non è raro che l'ecstasy sia tagliato con altre droghe come per esempio lo speed e/o l'LSD. Un miscuglio di questo tipo può provocare dei "brutti viaggi" (stati di forte angoscia per tutto il tempo in cui si è sotto l'effetto dell'ecstasy) oppure altre spiacevoli esperienze.

 

Consumo

 

Il consumo dell'Ecstasy e delle anfetamine viene effettuato principalmente per via orale.

 

Terapia

 

Di solito chi fa uso di sostanze allucinogene non si considera un tossicodipendente e pertanto non ritiene utile intraprendere trattamenti terapeutici. Per chi ha familiarizzato con le amfetamine e ecstasy è molto importante capire a fondo gli aspetti psichici che sostengono le aspettative rivolte al farmaco. Quei consumatori abituali che incominciano a rivolgersi alle Antenne e alle strutture di recupero tendono a differenziarsi dagli assuntori di droghe pesanti non identificandosi nelle medesime problematiche. Una successiva terapia psicologica è efficace se associata, in qualche caso, a terapia farmacologica che riattivi le funzioni dei sistemi neurotrasmettitoriali alterati.

 

Effetti

 

Gli effetti dell'ecstasy si manifestano entro 20 e 60 minuti dopo la sua assunzione e durano tra le 3 e le 4 ore. Per evitare gli effetti secondari, o per sentire un effetto sufficientemente forte, i "conoscitori" non consumano simultaneamente alcol e ecstasy. Se consumato regolarmente e per più giorni, l'effetto del MDMA si attenua (effetto tolleranza). A lungo andare si può manifestare un irrigidimento dei muscoli mascellari. Inoltre dopo la scomparsa degli effetti allucinogeni, le persone sono sfinite. In alcuni casi si possono manifestare problemi d'insonnia, mal di testa e tremolio agli occhi. In altri casi si può soffrire di nausea, nervosità, depressioni e stati confusionali.

 

Dipendenza

 

In generale, l'ecstasy non determina una situazione di bisogno fisico a condizione che il MDMA non sia tagliato con altri stupefacenti che possono provocare una dipendenza fisica. L'ecstasy, soprattutto quella in pillole, può essere facilmente tagliata con altre sostanze poiché basta svitare la capsula per introdurvi altri prodotti. Per contro non si può negare che esista un certo pericolo di dipendenza psichica che si traduce con la sensazione di non poter stare veramente bene senza l'assunzione dell'ecstasy. Coloro che consumano regolarmente l'ecstasy sono costretti ad aumentare progressivamente la dose per poter sentire gli effetti della sostanza. Questo aumento è sicuramente anche dovuto ad una forte componente psicologica. Inoltre, un dosaggio elevato accentua gli effetti negativi dell'ecstasy come nausea, sentimenti depressivi e paura.
Per gli amfetaminici è presente tolleranza e dipendenza. La sospensione brusca dell’assunzione nei soggetti che utilizzano le amfetamine quotidianamente provoca una sintomatologia di tipo astinenziale che consta di disturbi fisici, quali cefalea, sudorazione profusa, palpitazioni, vertigini, crampi muscolari, disturbi vasomotori ed effetti spiacevoli, in gergo denominati crasi, rappresentati da ansietà, tremori, irritabilità, disturbi del sonno, affaticamento, depressione e isolamento sociale.
Alla cessazione degli effetti stimolanti insorge, pertanto, un desiderio incoercibile di assumere la sostanza allo scopo di porre fine alla sindrome astinenziale.

 

Danni fisici

 

Le amfetamine e i loro derivati hanno una caratteristica capacità di stimolare il sistema nervoso centrale: determinano ipertensione, accelerazione cardiaca, dilatazione delle pupille; incrementano temporaneamente l’energia dell’individuo e riducono l’appetito. L’ecstasy riduce la funzione di un neurotrasmettitore importante come la Serotonina, che è connessa con il benessere e la serenità dell’individuo.

 

Danni psichici

 

Le conseguenze psichiche e comportamentali dell’impiego di questi farmaci assunti molto spesso in maniera saltuaria e in luoghi di aggregazione, includono, dopo un week-end di euforia, di attivazione e di socievolezza artificiale, una facilità alla disforia, al malumore, all’ostilità, protratte alterazioni della personalità, in alcuni casi vera e propria depressione e pensiero suicida, paranoia e isolamento; a volte l’induzione di inappetenza grave sino all’anoressia mentale che può persistere anche dopo la sospensione del farmaco.
L’ecstasy, dotata anche di effetti allucinogeni similmescalinici (distorsione delle percezioni sensoriali e della percezione della realtà), assunta spesso in combinazione con l’alcool etilico, risulta molto pericolosa soprattutto per i gravi disturbi dello stato di vigilanza che sembrano essere i responsabili di una triste serie di sciagure del traffico stradale che si verificano nelle ore notturne soprattutto in occasione dei fine settimana (le cosiddette "stragi del sabato sera"). L’impiego di ecstasy o altre amfetamine per un certo numero di mesi durante il week-end, può condurre ad un forte legame psichico. Il soggetto diventa incapace di provare le "normali soddisfazioni" prodotte dalle relazioni interpersonali dalle attività ricreative e dal proprio mondo psichico: gli pare che senza pastiglie le cose non abbiano alcun colore.

 

Uso farmacologico

 

Le amfetamine come medicinali prescrivibili sono stati usati a scopo dimagrante, nella cura del morbo di Parkinson e nelle depressioni. Attualmente alcuni derivati amfetaminici sono utilizzati nel trattamento dei bambini iperattivi e nella narcolessia (una malattia che sconvolge i ritmi del sonno).
L’ecstasy è un brevetto antico che risale al secolo scorso; è stato tentato un suo utilizzo nell’esercito americano come siero della verità e in psichiatria nel tentativo di indurre maggiore capacità di autoanalisi: ogni uso medico è stato tuttavia abbandonato in relazione ai danni cerebrali che potrebbero essere prodotti. L’utilizzo del MDMA, se da un canto consente di essere estremamente più approfonditi nell’analizzare se stessi, dall’altro conduce ad una forma di interiorità ripetibile e meccanica.

 

Struttura chimica anfetamina

 

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